Come scegliere il fornitore di abiti da sposa: guida per l’atelier

Come scegliere il fornitore di abiti da sposa: guida per l’atelier

Una sposa sceglie l’abito in inverno, lo ordina e torna in atelier poco prima delle nozze per l’ultima prova. Se in quel momento la lunghezza non è quella concordata, del catalogo sfogliato mesi prima non importa più a nessuno: contano chi risponde al telefono, quanto ci vuole per rimediare e che cosa c’era scritto nell’ordine. Per questo, quando vi chiedete come scegliere il fornitore di abiti da sposa, la collezione di stagione è soltanto una parte della risposta.

Scriviamo per titolari e buyer di atelier, per le catene con più sedi e per i distributori che stanno valutando un nuovo produttore o vogliono fare il punto su quelli con cui lavorano già. Troverete le domande da fare prima di ordinare, che cosa dovrebbe dire la descrizione di un modello, come ragionare su taglie e modifiche, tempi, spedizione e difetti. Seguono i segnali che consigliano prudenza e una tabella per confrontare due proposte fianco a fianco. Sono domande da rivolgere a qualsiasi produttore, noi compresi; dove riguardano Intertex, accanto alla domanda c’è la nostra risposta.

In breve. Scoprite chi cuce gli abiti e chi vi seguirà dopo il primo contatto. Fatevi dare per iscritto materiali e costruzione dei modelli che vi interessano. Chiarite taglie, modifiche e tempi di produzione, poi contate a ritroso partendo dalla data delle nozze. Concordate trasporto e documenti prima che gli abiti partano, e chiedete fin dall’inizio come si segnala un difetto.

Perché il fornitore conta più di una collezione

Le collezioni cambiano ogni anno, il fornitore resta. Una linea che piace si sostituisce con un’altra senza troppi traumi; il modo in cui un produttore risponde, conferma e consegna, invece, accompagna ogni ordine che farete con lui.

Il fornitore entra in camerino anche se nessuno lo vede. Da lui dipende quanto sa la consulente di un abito prima di toglierlo dalla gruccia: di che cosa è fatto, come si chiude, che cosa tiene in forma la gonna. Dipende da lui se una manica si può accorciare, se la taglia richiesta c’è o va confezionata, quante settimane passano tra l’ordine e l’arrivo, e se la sposa innamorata di un abito visto sul vostro profilo l’anno scorso potrà ancora averlo.

Un errore di scelta raramente si nota il giorno dell’ordine: viene a galla alle prove, con una misura diversa da quella chiesta o con un dettaglio che in foto sembrava diverso.

Per noi della redazione i fornitori vanno confrontati sulle risposte, prima ancora che sui cataloghi. Il modello 2308 della linea Nizhna sembra a colpo d’occhio un abito semplice in raso opaco, aderente e svasato in fondo. La sua descrizione aggiunge un particolare che dalla foto non si indovina: nell’orlo c’è il crine, che mantiene la svasatura. In prova è un’informazione da spendere, perché spiega alla sposa come mai la gonna cade così. Un fornitore che vi dà dettagli del genere senza aspettare la vostra domanda vi sta già mostrando come lavora.

Quali abiti appendere è un’altra questione, e la trattiamo nell’articolo su come costruire l’assortimento. Qui parliamo di chi ve li fornisce.

Abito da sposa Nizhna 2308 in raso opaco, linea aderente e svasata con scollo a V e maniche corte a sbuffo Nizhna 2308, scollo a V e maniche corte a sbuffo.

Produttore o intermediario: che cosa cambia per voi

Dietro un catalogo di abiti da sposa possono esserci strutture molto diverse. Il produttore taglia e cuce i propri modelli e li propone direttamente agli atelier. Un distributore o un agente rappresenta uno o più marchi in un territorio e ne raccoglie gli ordini. Poi ci sono piattaforme e operatori che riuniscono sotto un solo nome abiti di provenienze differenti.

Nessuna di queste formule è sbagliata in sé. Cambia la distanza tra la vostra domanda e la persona in grado di rispondere: con chi produce è corta, con un intermediario si allunga di uno o più anelli.

Come capire chi cuce davvero gli abiti

Bastano poche domande precise, fatte all’inizio:

  • dove vengono cuciti gli abiti;
  • chi decide se su un certo modello la manica si può allungare o la gonna accorciare;
  • chi conferma che una taglia è disponibile per quel modello;
  • se per i modelli è indicato l’anno di collezione, oppure se sembrano arrivare tutti dallo stesso archivio, senza data.

Conta anche come arrivano le risposte. Se a ogni domanda tecnica la replica è «chiedo e vi faccio sapere», probabilmente state parlando con qualcuno che gira le domande a un altro. Di per sé va bene; il problema nasce quando la sposa aspetta e le settimane passano. Anche un produttore può sbagliare, ma sulle questioni di taglio e costruzione ha la risposta in casa.

Le richieste fuori dall’ordinario: chi risponde prima

È qui che la differenza si sente di più. La sposa molto alta che vuole qualche centimetro in più di gonna, quella che vorrebbe maniche più lunghe, quella che sta tra due taglie e preferisce un abito confezionato sulle sue misure: in tutte queste situazioni la domanda va portata a chi conosce la costruzione del modello. Un produttore la passa direttamente a chi cuce; un intermediario la inoltra, e ogni inoltro allunga l’attesa.

Cuciamo i nostri abiti a Voloka, vicino a Černivci. Una richiesta su un nostro modello, quindi, non attraversa la catena di un intermediario prima di ricevere risposta.

Quando lavorare con un distributore ha senso

Alcuni atelier preferiscono un distributore quando vogliono riunire più marchi in un solo ordine, oppure quando cercano un interlocutore nel proprio Paese, che parli la loro lingua e conosca il mercato locale. È una scelta organizzativa legittima. Le domande non cambiano nemmeno in quel caso: il vostro interlocutore deve poter ottenere dal produttore le stesse informazioni, nero su bianco.

Le domande da fare prima del primo ordine

Le domande che seguono sono raggruppate per argomento. Fatele via email o in chat e chiedete risposte scritte: fra qualche stagione vi servirà ritrovare che cosa vi era stato detto. Conservate le risposte, con la data, in una cartella per ciascun fornitore. Più avanti c’è una tabella per metterle a confronto.

Sull’azienda e sulle linee

Chiedete da quando esiste l’azienda e da quanti anni è in produzione la linea che vi interessa. Poi informatevi sul ritmo delle nuove collezioni e sui modelli degli anni precedenti: restano disponibili o spariscono con il catalogo nuovo? Per un atelier fa una bella differenza sapere se un abito molto richiesto potrà essere ordinato di nuovo la stagione successiva.

Intertex è stata fondata nel 2003. Ogni linea ha il suo anno, indicato accanto a ciascun modello: Nizhna è del 2023, SVOYA del 2024, Charivna del 2025, la collezione Adóra del 2026. Nizhna, la meno recente di queste quattro, è tuttora tra le collezioni attuali. Adóra è la più giovane. Il 2601 ha un corsetto trasparente con stecche sottili, spalline altrettanto esili e un fitto ricamo di perle e perline che si raccoglie in un «ventaglio» verticale, dall’alto fino all’orlo. Se volete orientarvi tra le forme delle diverse linee, le trovate spiegate nella guida alle silhouette.

Corpetto dell’abito da sposa Adóra 2601 con spalline sottili e fitto ricamo di perle e perline Adóra, collezione 2026.

Sul primo ordine e su come si compone

La prima domanda è la più pratica: quanti abiti servono per il primo ordine, e se il numero vale per modello o per l’ordine intero. Poi verificate se potete mescolare modelli e linee diverse. Sono aspetti che cambiano la composizione dell’assortimento iniziale: se si possono combinare più linee, anche un atelier piccolo può provarne due o tre senza appendere troppi abiti simili.

Informatevi anche su come si arriva all’ordine. Si sceglie da un PDF, da un sito, con l’aiuto di qualcuno esperto dei modelli? Il percorso rivela molto su quanto sarà facile il secondo ordine, e il terzo.

Le nostre condizioni per il primo ordine sono nella pagina per i rivenditori. Da noi si procede così: salvate nella selezione i modelli che vi interessano, inviate la richiesta e il referente vi conferma modelli, disponibilità e condizioni per quella selezione.

Su chi vi seguirà

Informatevi su chi risponderà alle vostre domande, chi confermerà l’ordine e se sarà sempre la stessa persona, dal primo scambio alla spedizione, o se ogni fase passerà a un ufficio diverso. Da questo dettaglio, solo in apparenza organizzativo, dipende quante volte dovrete rispiegare chi siete, che clientela avete e quale modifica avevate chiesto per una certa sposa.

Un interlocutore fisso conosce la storia dei vostri ordini e si accorge se qualcosa non torna. Una casella di posta generica, letta a turno da persone diverse, difficilmente ci riesce.

Da noi modelli, condizioni e disponibilità ve li conferma il referente, e la stessa persona vi segue per tutto l’ordine.

La scheda del modello: che cosa deve dirvi prima della prova

Una buona descrizione accorcia la prova. La consulente che sa già di che cosa è fatto un abito e come si chiude sceglie meglio che cosa portare in camerino, e sa spiegare l’abito alla sposa e alla madre senza improvvisare.

Per ogni modello occorrono quattro cose: un testo che racconti taglio e dettagli, l’elenco dei materiali, immagini da più lati (davanti, dietro, un particolare) e, dove esiste, un video. Il video fa vedere come si muove la gonna quando la sposa cammina, e con le gonne in tulle a strati questo conta parecchio. Nel nostro catalogo tutti i modelli hanno le foto, alcuni anche un video.

Materiali: una riga che evita molte domande

Prendete il 2304 della linea Nizhna. Sulla sua pagina la riga dei materiali recita: «tulle; pizzo ricamato con perline e perle; stecche in rigilene; coppe; raso; fodera; rete rigida; bottoni». Si legge in mezzo minuto.

Da quelle poche parole la consulente ricava parecchio. Il corpetto è costruito con stecche e coppe, e questa è la risposta per la sposa che vuole sapere che cosa la sostiene. La rete rigida dà forma alla gonna in raso e alla sua linea ad A. La chiusura è a bottoni: lungo la schiena ne corre una fila, perciò in camerino ci vogliono un paio di mani in più e qualche minuto da mettere in conto nell’appuntamento.

Un elenco così mostra anche che cosa manca altrove. Se la descrizione di un modello si ferma a «pizzo e tulle», fatevi mandare il resto prima di ordinarlo. Su come si comporta ogni tessuto in prova trovate la guida ai tessuti.

Corpetto dell’abito da sposa Nizhna 2304 in pizzo ricamato con perline e perle e scollatura illusion Nizhna 2304, scollatura illusion.

Costruzione: coppe, stecche, chiusura, orlo

Sulla costruzione le domande sono poche e molto concrete:

  • coppe: sono già cucite nel corpetto?
  • stecche: ci sono, e di che materiale sono?
  • chiusura: allacciatura, cerniera o bottoni. Ognuna cambia la prova, come vedremo tra poco.
  • fodera: c’è, e di che tessuto è.
  • orlo: c’è il crine? Se c’è, tiene la forma in fondo alla gonna, e conviene saperlo prima di accorciare.

Un esempio in cui la costruzione diventa la decorazione è il corsetto del 2314. Coppe incorporate e canali delle stecche ricamati con perline restano visibili sotto una rete trasparente; un drappeggio di tulle fuori spalla ammorbidisce la struttura e una cerniera YKK chiude la schiena. La sposa che sceglie un abito così vuole vedere proprio quella struttura, e la consulente farà bene a saperne parlare. Per approfondire c’è l’articolo su come è costruito un corsetto.

Abito da sposa Nizhna 2314 con corsetto trasparente a stecche visibili e drappeggio di tulle fuori spalla Nizhna 2314: corsetto a vista, cerniera YKK.

Taglie, modifiche e confezione su misura

In camerino, prima ancora del pizzo, si parla di taglia. «Ce l’avete nella mia?» «Si può accorciare?» «E se da qui al matrimonio dimagrisco?» Prima di firmare un ordine dovete sapere come rispondere a ciascuna di queste domande, abito per abito. Quelle da fare al fornitore si dividono in tre gruppi.

Taglie standard e taglie forti

Chiedete in quali taglie viene confezionato ciascun modello e quali esistono anche in taglie forti. Una risposta generica, valida per tutto l’assortimento, non basta: un corsetto molto strutturato e un abito aderente in crêpe non si comportano allo stesso modo quando la taglia cresce, e chi produce sa spiegare la differenza.

I nostri abiti sono confezionati nelle taglie standard da donna e la maggior parte dei modelli è realizzabile anche in taglie forti. Quando una sposa curvy si innamora di un modello preciso, fatevi confermare proprio quello, prima dell’appuntamento. Saperlo in anticipo vi evita di mostrarle un abito che poi non potrete ordinare.

Lunghezza, maniche, misure

Le modifiche più richieste sono due. La lunghezza, perché le spose hanno altezze e tacchi diversi. Le maniche, perché la cerimonia o il gusto personale chiedono di coprire più o meno le braccia. Poi c’è il su misura, per chi sta tra due taglie o ha proporzioni particolari.

Lunghezza e maniche si possono modificare e l’abito può essere confezionato su misura; le possibilità per ciascun modello le conferma il referente.

A ogni fornitore, anche a noi, conviene domandare quali misure servono e in che forma vanno inviate, chi le ricontrolla prima del taglio e se una modifica sposta i tempi di produzione. Le misure le prendete voi in atelier: è lì che si evitano molte sorprese, quindi vale la pena farlo con calma e, potendo, sempre con la sarta di fiducia.

Allacciatura o cerniera: quanto si adatta un abito

Un’allacciatura sulla schiena si stringe e si allenta, e così regola la vestibilità durante la prova. È il caso del 2301 e del 2312: dell’allacciatura del 2312 la descrizione precisa che «sostiene il portamento e regola la vestibilità». Con la sposa a metà tra una taglia e l’altra, la prova procede con pochi spilli. La cerniera offre invece una schiena pulita, senza lacci in vista, ma ha una sola posizione. Verificate quale chiusura ha l’abito che vi interessa, e decidete pensando alle vostre clienti.

Abito da sposa Nizhna 2312 in raso senza spalline, vista posteriore con gonna ad A e lungo strascico Nizhna 2312, schiena con allacciatura.

Tempi di produzione e calendario delle spose

Il calendario di un abito da sposa si costruisce all’indietro. Si comincia dalla data delle nozze e si risale: l’ultima prova con gli accessori, le modifiche, l’arrivo in atelier, il viaggio, la produzione, l’ordine, la decisione della sposa. Ogni passaggio ha la sua durata, e la somma vi dice qual è l’ultimo giorno utile per la scelta della sposa.

Per fare il conto vi servono dal fornitore numeri precisi su questi punti:

  • qual è il tempo standard di produzione e da quale momento si conta;
  • se è espresso in giorni lavorativi o solari, perché su qualche settimana la differenza si sente;
  • che cosa può allungarlo, dai periodi di lavoro intenso alle modifiche e al su misura;
  • come e quando vi avvisa se un ordine è in ritardo.

La domanda sul ritardo è la più rivelatrice. Un fornitore che segnala in anticipo un ritardo vi lascia lo spazio per parlarne con la sposa e trovare una soluzione insieme. Chi tace fino alla data prevista vi mette nella posizione peggiore, davanti a una cliente che ha già spedito gli inviti.

Quanto ai nostri abiti, nelle condizioni il punto è scritto così. I tempi di produzione standard sono di circa 21 giorni lavorativi e possono variare in base al carico di lavoro della produzione. Il resto delle condizioni è nella pagina per i rivenditori. Alla produzione si aggiunge poi la spedizione, che si concorda a parte: ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Un’abitudine utile per l’atelier: nell’agenda, accanto al nome di ogni sposa, segnate due date. La prima è l’ultimo giorno utile per inviare l’ordine, la seconda è quella dell’ultima prova. Se la prima è già passata quando la sposa si innamora di un modello, ditelo subito e cercate con lei un’alternativa. Nei mesi in cui molti atelier ordinano in contemporanea, il carico di lavoro di qualunque produttore cresce: tenetene conto quando consigliate alle spose di non rimandare la scelta.

Spedizione in Italia e nell’UE: gli accordi da prendere per tempo

Per un atelier italiano che lavora con un produttore fuori dall’Unione europea, la spedizione comporta più passaggi che con un fornitore italiano. L’Ucraina non fa parte dell’UE, quindi la merce deve passare la dogana, con le sue formalità. Chi se ne occupa, e a quali condizioni, va stabilito prima che parta il primo pacco: quando è già fermo, è tardi. Lo stesso ragionamento si applica agli atelier del Canton Ticino, con le regole proprie della Svizzera, anch’essa fuori dall’Unione.

Le domande da mettere sul tavolo:

  • chi organizza il trasporto, il fornitore o voi con un vostro spedizioniere;
  • come viene imballato l’abito, e come sono protetti ricami e gonne voluminose durante il viaggio;
  • quali documenti accompagnano la merce;
  • chi si occupa delle formalità doganali e a carico di chi sono i relativi oneri;
  • come si segue la spedizione, e a chi vi rivolgete se si blocca.

Dazi, IVA e procedure doganali non li trattiamo qui: dipendono dalla merce e dalle regole in vigore, e vanno verificati con il vostro spedizioniere o con il vostro commercialista. Prima di firmare, però, assicuratevi che il fornitore sappia dirvi con chiarezza che cosa fa lui e che cosa tocca a voi.

Se possibile, organizzate il primo invio in modo che non contenga abiti con date di nozze vicine. Scoprirete i tempi reali del percorso senza una sposa in attesa, e dal secondo ordine potrete pianificare con dati vostri.

Per Intertex funziona così. Le spedizioni internazionali si organizzano caso per caso: prima di qualsiasi invio il referente concorda con voi modalità e condizioni della spedizione.

Ricezione della merce e difetti

Gli abiti si controllano il giorno stesso in cui arrivano, ben prima che la sposa venga per la prova. Aprite le scatole subito, anche se quel giorno l’atelier è pieno di appuntamenti, e procedete con ordine:

  1. confrontate modello, colore e taglia di ogni abito con l’ordine confermato;
  2. stendete l’abito e guardate le cuciture principali, il corpetto, l’attaccatura delle maniche;
  3. provate la chiusura: fate scorrere la cerniera fino in fondo, controllate l’allacciatura, verificate che non manchino bottoni;
  4. osservate da vicino la decorazione, con una buona luce, punto per punto;
  5. fotografate ogni anomalia, con l’etichetta o l’imballo nell’inquadratura.

I ricami fitti meritano un’attenzione in più. Nel 2307, per esempio, il corpetto in eurotulle glitter platino è interamente lavorato con perle, cristalli e perline con una delicata frangia, e in vita c’è una cintura a petali con pietre. Sono i primi punti da guardare, con calma, prima di appendere l’abito.

Come si segnala un difetto, chiedetelo al fornitore fin dall’inizio: a chi scrivere, con quali prove (foto, video, una breve descrizione) ed entro quanto tempo dall’arrivo. Regole scritte vi evitano discussioni nel momento meno adatto.

Se un abito presenta un difetto, l’atelier ce lo comunica entro 10 giorni dalla ricezione della merce. Organizzate il controllo di conseguenza: quando la consegna cade in piena stagione, decidete prima chi in atelier apre le scatole e quando.

Finché la segnalazione non è chiusa, conservate l’imballo originale e tenete l’abito separato dagli altri, senza farlo provare alle clienti. Nella cartella del fornitore annotate il giorno di arrivo degli abiti e quello della segnalazione: se la questione si allunga, avrete tutto sotto mano.

Dettaglio dell’abito da sposa Nizhna 2307: corpetto e maniche lavorati con perle, cristalli e perline

Foto, video e materiali per presentare i modelli

Le spose conoscono un abito dal vostro sito e dai social, molto prima di vederlo in atelier. Chiedete al fornitore quali foto e video potete usare, dove (in atelier, sul sito, su Instagram, nelle inserzioni) e a quali condizioni: con il numero del modello, con o senza il nome del produttore, per quale periodo.

Una sposa che ha già visto l’abito muoversi in un video arriva all’appuntamento sapendo che cosa aspettarsi, e la prova comincia da un punto più avanti. Una sposa che ha visto solo una foto ritoccata, invece, rischia di restare delusa davanti allo specchio.

Certi modelli sembrano fatti apposta per l’obiettivo. Del 2306 la descrizione dice «ottima resa in foto»: linea a colonna in raso liscio e maniche in organza, ampie e a sbuffo sulle spalle scoperte. In vetrina o in un carosello di Instagram, un abito così attira lo sguardo anche di chi sta solo scorrendo.

Per gli abiti Intertex, il vostro referente vi dirà che cosa è possibile per i modelli che scegliete.

Abito da sposa Nizhna 2306 in raso con ampie maniche a sbuffo in organza sulle spalle scoperte

I segnali d’allarme

Nessuno di questi segnali, da solo, basta a scartare un fornitore. Quando se ne presentano due o tre insieme, fermatevi a riflettere.

Le risposte non arrivano mai per iscritto. Al telefono tutto è possibile. Quando le stesse cose vanno messe in una email, i dettagli diventano vaghi, oppure la email non viene mai spedita.

La descrizione del modello non riporta i materiali. Solo aggettivi, «romantico», «raffinato», «di classe», e nemmeno una parola su tessuti e costruzione. La consulente va in camerino a mani vuote, e la sposa se ne accorge.

Le foto non bastano a capire quale abito arriverà. Prima dell’ordine domandate immagini da più lati, un video, un particolare del tessuto alla luce naturale. Se il fornitore non riesce a procurarli, chiedetevi perché.

Qualsiasi data va bene. Chi produce sa da che cosa dipendono i suoi tempi e ve lo dice. Chi promette qualunque scadenza senza condizioni non ha guardato il proprio calendario, oppure vi dirà la verità più tardi.

Sui difetti non c’è niente di scritto. Se nessuno sa spiegarvi come e in che tempi segnalare un problema, lo scoprirete con l’abito difettoso in mano e la sposa in arrivo.

Ogni volta cambia interlocutore. A ogni email c’è qualcuno di nuovo, che riparte da capo. La modifica chiesta per la sposa di settembre si perde tra un passaggio e l’altro.

«Ordinate subito, poi non ce n’è più.» La fretta imposta dal fornitore raramente lavora a favore dell’atelier. Una proposta seria regge anche una settimana di riflessione, e qualche domanda in più.

Come scegliere il fornitore di abiti da sposa: la lista di controllo

Stampate la tabella o copiatela in un foglio di calcolo, e compilatela dopo i primi scambi con ognuno dei fornitori. Nelle colonne vuote annotate la risposta ricevuta e quando è arrivata. Fate a entrambi le stesse domande, con le stesse parole: solo così le risposte diventano confrontabili. Anche una risposta mancante è un’informazione.

Criterio Che cosa chiedere Fornitore A Fornitore B
Produzione Dove si cuciono gli abiti? Chi risponde sulle modifiche?
Storia e linee Da quando esiste l’azienda? Di che anno è la linea? I modelli passati restano disponibili?
Primo ordine Quanti pezzi? Si possono combinare modelli e linee?
Referente Chi conferma l’ordine? Sarà sempre la stessa persona?
Descrizione del modello Testo su taglio e dettagli, immagini da più lati, video?
Materiali e costruzione Elenco dei materiali, coppe, stecche, chiusura, fodera, crine nell’orlo?
Taglie In quali taglie si fa il modello? Quali anche in taglie forti?
Modifiche e su misura Lunghezza e maniche si possono cambiare? Quali misure servono? I tempi cambiano?
Tempi di produzione Tempo standard, giorni lavorativi o solari, avviso se c’è un ritardo?
Spedizione Chi organizza, come si imballa, quali documenti, chi segue la dogana?
Difetti Come si segnalano, a chi, entro quando?
Foto e video Che cosa si può usare, dove, a quali condizioni?

Se i due fornitori si equivalgono, date più peso a due righe: quella del referente e quella dei difetti. Sono le righe che contano quando qualcosa va storto, cioè quando un fornitore si conosce sul serio.

Intertex in breve: le nostre risposte

Riassumiamo qui quanto detto finora su di noi. Intertex è stata fondata nel 2003 ed è un produttore ucraino di abiti da sposa e veli. La produzione è nostra, a Voloka, vicino a Černivci: chi siamo e dove cuciamo è raccontato nella sezione dedicata.

Per taglie, modifiche e su misura vale quanto scritto sopra, con la conferma del referente modello per modello. Il lavoro con l’atelier comincia dalla selezione, come abbiamo descritto parlando del primo ordine. Lavoriamo con atelier sposa, catene di negozi e distributori, in Ucraina, Romania, Moldavia e altri Paesi europei. Intertex non lavora con la Russia.

Chi cerca un abito sobrio può guardare la collezione Charivna, del 2025: il 25002 è in mikado, con un corpetto drappeggiato e un delicato nodo al centro, spalline sottili e una gonna ad A senza decorazioni superflue. Lo trovate, insieme alle altre linee, tra le collezioni attuali.

Abito da sposa Charivna 25002 in mikado con spalline sottili e gonna ad A, in una sala d’epoca Charivna, collezione 2025.

Domande frequenti

Come capire se un fornitore è il produttore o un intermediario?

Chiedete dove vengono cuciti gli abiti e chi risponde, nel concreto, alle domande su lunghezza, maniche e taglie. Un intermediario tende a girare la domanda e a rispondere più tardi; chi produce conosce la costruzione del modello. Aiuta anche l’anno di collezione indicato per i modelli. Cuciamo i nostri abiti a Voloka, vicino a Černivci.

Che cosa chiedere prima del primo ordine?

Quanti pezzi servono e se si possono combinare modelli e linee; chi vi seguirà; materiali e costruzione dei modelli; taglie e modifiche possibili; tempi di produzione; chi organizza la spedizione; come ed entro quando si segnala un difetto. Fatevi rispondere per iscritto e riportate le risposte nella tabella qui sopra. Le nostre risposte sono nella pagina per i rivenditori.

Si possono modificare lunghezza e maniche o confezionare l’abito su misura?

Dipende dal fornitore e dal modello, quindi va chiesto ogni volta. Per i nostri abiti: lunghezza e maniche si possono modificare e l’abito può essere confezionato su misura; le possibilità per ciascun modello le conferma il referente. Verificate anche quali misure vanno prese e se la modifica incide sui tempi di produzione dell’ordine.

Come valutare i tempi di produzione di un fornitore?

Domandate il tempo standard, se è in giorni lavorativi, che cosa può allungarlo e come vi avvisano di un ritardo. Poi fate il conto all’indietro dalla data delle nozze, lasciando spazio per il viaggio, le modifiche e l’ultima prova. I nostri tempi sono indicati più sopra, nel paragrafo dedicato, e tra le condizioni per gli atelier.

Che cosa fare se un abito arriva con un difetto?

Controllate gli abiti il giorno stesso in cui arrivano, confrontandoli con l’ordine confermato. Fotografate subito il difetto, descrivetelo e segnalatelo al fornitore entro il termine che vi ha indicato per iscritto. Per gli abiti Intertex il termine è riportato nel paragrafo sulla ricezione della merce e tra le condizioni di collaborazione.

Come funziona la spedizione verso l’Italia?

Le spedizioni internazionali si organizzano caso per caso: prima di qualsiasi invio il referente concorda con voi modalità e condizioni della spedizione. Lavoriamo con atelier in Ucraina, Romania, Moldavia e altri Paesi europei. Per un atelier italiano conviene chiarire fin dal primo contatto chi organizza il trasporto e chi segue le formalità doganali.

Posso usare le foto dei modelli sul sito e sui social dell’atelier?

Chiedetelo prima di pubblicare, a qualunque fornitore: quali immagini e video, dove e a quali condizioni. Per i modelli Intertex che scegliete, che cosa è possibile ve lo dice il vostro referente. Nel frattempo le foto sono sulle pagine delle collezioni e, per alcuni modelli, c’è anche un video sulla pagina del modello: un buon punto di partenza per capire come presentarli alle vostre spose.

Il passo successivo

Se volete mettere alla prova questa guida, potete cominciare da noi. Scoprite le collezioni, salvate nella selezione i modelli che vi interessano e inviate la richiesta dalla pagina per i rivenditori: il referente vi risponderà sui modelli scelti, con le informazioni di cui abbiamo parlato qui, dalle taglie alla spedizione. Tenete accanto la tabella e riempite la colonna con le nostre risposte, come fareste con chiunque altro. Se preferite partire da una sola domanda, magari una di quelle elencate sopra, scriveteci.

Scriveteci direttamente

Non serve un modulo: scriveteci su WhatsApp, Telegram o Viber, oppure via email, e un referente vi risponderà.

lun–ven, 09:00–18:00

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