Silhouette degli abiti da sposa: tutti i tipi, spiegati su abiti veri

Silhouette degli abiti da sposa: tutti i tipi, spiegati su abiti veri

Le silhouette principali dell’abito da sposa sono sei: linea ad A, a principessa, a sirena, aderente e svasata in fondo, a colonna e stile impero. Ciascuna si riconosce da tre indizi: dove l’abito segue il corpo, dove comincia ad allargarsi e quanto volume ha la gonna. Scollatura, maniche, pizzo e ricami vengono dopo e non cambiano la forma di base.

Questa guida parla a due persone che di solito si incontrano nello stesso camerino. La sposa, che arriva alla prima prova con il telefono pieno di foto salvate e poche parole per descriverle. E la consulente dell’atelier, che deve capire in pochi minuti se quel «lo voglio a sirena» significa davvero sirena o qualcosa di più comodo da portare per tutta la giornata. Per ogni silhouette trovate una definizione asciutta, il confine con la forma più vicina, alcuni modelli Intertex fotografati per intero e le prove da fare prima di innamorarsi. Si parte da una tabella che mette tutte le forme una accanto all’altra; chi ha fretta può fermarsi lì e tornare al resto con calma.

Che cos’è la silhouette (e che cosa non è)

La silhouette è l’abito visto da lontano, quasi come un’ombra proiettata sul muro: la linea che va dalle spalle all’orlo. Per leggerla si guardano tre punti. Il punto vita, che può essere segnato, abbassato oppure sparire del tutto. I fianchi, dove il tessuto aderisce o si stacca dal corpo. E soprattutto il punto in cui parte la svasatura, cioè dove la gonna comincia ad aprirsi: sotto il seno, in vita, a metà coscia, al ginocchio. A volte non parte affatto.

Scollatura e maniche sono un altro discorso. Un abito a sirena può avere le spalle scoperte o le maniche lunghe, essere in raso o in pizzo, e resta una sirena. Vale anche per lo stile: «boho», «minimal», «romantico» descrivono un’atmosfera, la silhouette descrive una geometria.

C’è poi un problema di vocabolario: meglio dirlo subito. I marchi non usano gli stessi nomi. Quello che per una casa è «fit and flare» per un’altra è una semi sirena, e il tubino di una rivista diventa altrove abito a colonna o scivolato. In camerino, quindi, funziona meglio descrivere il punto di svasatura che citare l’etichetta. «Aderente fino al ginocchio, poi si apre» non lascia dubbi. «A sirena», a volte, sì.

L’ultimo punto è la costruzione, l’aspetto di cui le spose sentono parlare meno. La silhouette decide com’è fatto l’abito dentro. Una principessa ha bisogno di un corsetto con stecche e di strati di rete o di tulle che sostengano la gonna; una colonna vive di una sola linea e di un tessuto che cada bene. La forma, di conseguenza, limita anche i materiali possibili. Il mikado compatto ha corpo a sufficienza per una gonna ampia e netta, mentre un crêpe morbido scende lungo la figura: una gonna così non resterà mai gonfia.

Le silhouette a colpo d’occhio

Prima di entrare nel dettaglio, ecco le sei forme sulla stessa pagina. Le colonne «Camminare e sedersi» e «Tessuti che la reggono» sono indicazioni di redazione, non regole: il giudizio finale lo dà sempre la prova. Nell’ultima colonna trovate i modelli Intertex di cui parliamo più avanti, ognuno descritto con le parole della sua scheda in catalogo.

Silhouette Dove aderisce Dove si allarga Volume della gonna Camminare e sedersi Tessuti che la reggono Modelli Intertex
Linea ad A corpetto, fino alla vita dalla vita, in modo graduale medio, senza effetto cupola passo libero, ci si siede senza pensarci raso compatto, mikado, crêpe 2301, 2312, 25012, 24027
A principessa corsetto, fino alla vita subito dalla vita, con decisione ampio, sostenuto da rete o tulle serve spazio: scale, porte, auto mikado compatto, tulle con rete rigida 25015, 2323, 24025, 2609
A sirena busto, fianchi e cosce al ginocchio o più in basso concentrato in fondo, spesso con strascico passo più corto, seduta da provare raso, pizzo, mikado, raso stretch 25009, 25014, 25004, 24021
Aderente e svasata in fondo busto e fianchi intorno a metà coscia morbido, nella parte bassa più semplice della sirena raso morbido opaco con crine nell’orlo 2308, 2601
A colonna segue la figura dalla spalla all’orlo quasi da nessuna parte minimo comoda con spacco o fodera elasticizzata crêpe a grana, crêpe opaco, raso 2311, 2303, 2330, 2606
Stile impero solo il corpetto, fino sotto il seno appena sotto il seno leggero, senza sottogonne libera tessuti leggeri che scivolano sul corpo nessun esempio in questa guida

Due coppie di righe vanno lette con attenzione, perché in camerino si confondono di continuo. La prima è principessa e linea ad A: entrambe si aprono in vita, ma con un’ampiezza molto diversa. La seconda è la sirena accanto alla linea aderente e svasata: si somigliano dall’alto e cambiano tutto sotto i fianchi. A ciascuna coppia dedichiamo un paragrafo nelle sezioni che seguono.

Linea ad A

Il nome viene dalla lettera: stretta in alto, larga in basso, lati dritti. Il corpetto segue la figura fino alla vita e da lì la gonna si apre in una linea regolare che arriva all’orlo senza scatti. Niente cupola, nessun gonfiore improvviso sui fianchi. Vista di profilo, è quasi un triangolo. Su alcuni portali la trovate anche come «redingote».

Abito da sposa Nizhna 2301 in raso con corsetto a cuore e gonna ad A a pieghe stirate, figura intera Nizhna 2301: la linea ad A in raso

Come è costruita

Sembra la forma più facile e proprio per questo non perdona un taglio approssimativo. Perché la linea resti pulita, la gonna deve aprirsi senza afflosciarsi a metà strada. Nella collezione Nizhna il lavoro lo fa la rete rigida nascosta sotto la gonna: nel modello 2301 e nel 2312 è lei a mantenere il volume, mentre le pieghe stirate scendono dritte dalla vita. Quando una linea ad A è riuscita bene, dà l’impressione di stare su da sola.

Lo stesso taglio in tre tessuti

Tre modelli fanno vedere quanto cambia la stessa forma quando cambia il materiale.

  • Nizhna 2301 è in raso compatto e liscio. Corsetto steccato con scollatura a cuore, pieghe scolpite fuori spalla che incorniciano le braccia, allacciatura sulla schiena: durante le prove permette di regolare la vestibilità, cosa che in atelier si apprezza subito.
  • Charivna 25012 usa il mikado compatto, che tiene la forma e prende la luce. La scollatura monospalla è asimmetrica, con un drappeggio morbido, e la gonna termina in uno strascico. Niente pizzo, niente pietre.
  • SVOYA 24027 è in crêpe liscio, con scollatura quadrata dritta e maniche lunghe. La linea ad A qui è la più essenziale delle tre e un piccolo spacco rende il passo più libero.

Abito da sposa Charivna 25012 in mikado con scollatura monospalla e gonna ad A con strascico

Il raso del 2301 ha un riflesso pulito e una piega che resta dove l’hanno stirata. Il mikado del 25012 è più asciutto e architettonico. Il crêpe del 24027 è opaco e accompagna il movimento. Stessa lettera dell’alfabeto, tre caratteri diversi.

Per la consulente la linea ad A è il punto di partenza più tranquillo. Si indossa senza fatica, ci si cammina e ci si siede senza dover pensare all’abito, e lascia alla sposa il tempo di capire che cosa le piace prima di passare a forme più impegnative. Nessuna promessa sulla figura, solo un fatto pratico: la prima prova va meglio quando nessuno è in apnea.

A principessa

La principessa è la silhouette del volume. Corpetto aderente, molto spesso un vero corsetto con stecche, vita ben segnata e, da lì in giù, una gonna ampia che poggia su strati di rete o di tulle. La cucitura in vita divide l’abito in due: sopra la struttura, sotto il volume. Se volete capire come il corpetto riesce a reggere tutto quel peso, abbiamo spiegato a parte come lavora il corsetto.

L’esempio più netto viene dalle linee pulite di Charivna. Charivna 25015 è in mikado compatto: scollatura quadrata dritta, spalline larghe, corsetto con la vita leggermente abbassata e poi un’ampia gonna che ondeggia e scende in un lungo strascico. Decorazioni zero. Tutto il carattere sta nel tessuto e nel taglio.

Abito da sposa Charivna 25015 a principessa in mikado compatto con scollatura quadrata, senza decorazioni Charivna 25015: solo mikado, nessun ornamento

Principessa o linea ad A?

È la domanda che si sente più spesso, e la risposta sta in due dettagli. Il primo è dove parte il volume. Nella principessa la gonna si gonfia subito, già dalla vita, e disegna una specie di cupola; nella linea ad A si allarga per gradi. Il secondo è che cosa la sostiene. La principessa ha bisogno di strati sotto. La linea ad A spesso no, oppure se la cava con uno solo, come la rete rigida del 2301. Mettete vicini il 25012 e il 25015: stessa collezione, stesso mikado. Il primo scende, il secondo si apre.

Nizhna 2323 mostra l’altra faccia della principessa. Tulle glitter su tutta la gonna, un drappeggio a spalle scoperte intorno alla scollatura, corsetto trasparente che lascia vedere i canali delle stecche e le coppe come un disegno tecnico, e un fiocco di tulle sulla schiena, sopra l’allacciatura.

Abito da sposa Nizhna 2323 a principessa in tulle glitter con corsetto trasparente, vista frontale

Altri due modelli completano il quadro. SVOYA 24025, quello della nostra copertina, ha fasce drappeggiate a spalle scoperte che formano una scollatura a ritratto, mikado e un’ampia gonna con tasche nascoste e lungo strascico. Adóra 2609 gioca sul contrasto tra un corpetto opaco e calmo e una gonna ampia che riempie la foto; ci torniamo più avanti.

Una nota pratica. La principessa occupa spazio, in camerino e fuori. Serve una cabina dove la sposa possa girarsi senza sfiorare le pareti e qualcuno che le sollevi la gonna sulla pedana. Prima di decidere vale la pena chiedere: ci sono scale strette in chiesa? Che auto la porterà? Quanto sono vicini i tavoli al ricevimento? Il sogno della gonna ampia va benissimo, purché qualcuno abbia pensato anche alla portiera della macchina.

A sirena

La sirena aderisce al busto, ai fianchi e alle cosce e si apre al ginocchio o poco più in basso. La svasatura è netta, quasi uno scatto, e quasi sempre prosegue in uno strascico. Di tutte le silhouette è quella che mostra di più la linea del corpo, e chiede in cambio un po’ di disciplina nel passo.

Il 25009 con le maniche staccabili è una sirena pulita in raso liscio, con corpetto a cuore senza spalline e lungo strascico. La sorpresa sono le maniche con rose 3D sulla spalla: indossate danno un abito da rito, tolte lasciano un look essenziale per la festa. Charivna 25014 sceglie la strada opposta e copre tutta la silhouette, fino allo strascico, di pizzo materico a foglie; il corsetto ha scollatura a cuore e stecche trasparenti, e anche qui le maniche a sbuffo, poste appena sotto la spalla, si tolgono.

Abito da sposa Charivna 25009 a sirena in raso con maniche staccabili a rose 3D e lungo strascico

Le altre due sirene giocano sul tessuto. Charivna 25004 è in mikado, con maniche drappeggiate a spalle scoperte e scollatura dritta su corsetto aderente; segue la figura fino ai fianchi e poi si apre di colpo in un ampio strascico. SVOYA 24021 usa un raso stretch lucido drappeggiato in vita e sui fianchi, spalline sottili e un ricamo di perle e perline sul corpetto.

Come si prova

La sirena si giudica in movimento, mai ferma davanti allo specchio. In camerino fate fare alla sposa quattro cose:

  1. dieci passi normali, non da passerella;
  2. un gradino, in salita e in discesa;
  3. una seduta su una sedia senza braccioli;
  4. un abbraccio, con le braccia alzate.

Se il passo si accorcia troppo, se si siede in punta alla sedia o se la gonna sale sul gradino, il problema è quasi sempre lo stesso: la svasatura parte troppo in basso per la giornata che la sposa ha in mente. A volte basta passare alla forma vicina, quella che vediamo subito dopo. Le maniche staccabili del 25009 e del 25014 aiutano a ragionare sul giorno intero: in chiesa con le maniche, alla festa senza.

Abito da sposa Charivna 25014 a sirena in pizzo a foglie con maniche a sbuffo staccabili

Aderente e svasata in fondo

L’idea è quella della sirena, ma la svasatura parte più in alto, più o meno a metà coscia. Il risultato è una gonna che si apre prima e con più dolcezza, e quindi un passo più lungo e una seduta più facile. Nelle ricerche e nei negozi la trovate come semi sirena, «a tromba» o «fit and flare»: sono nomi diversi per la stessa forma. Nel nostro catalogo, per evitare equivoci, la chiamiamo aderente e svasata in fondo; da qui in avanti, per brevità, aderente e svasata.

Il modello 2308 è il riferimento. Raso morbido opaco, scollatura a V, maniche corte a sbuffo e una gonna che si apre in un piccolo strascico. Il crine nell’orlo tiene la svasatura netta senza bisogno di decorazioni. È l’abito per la sposa che chiede qualcosa di «elegante, non decorato».

Abito da sposa Nizhna 2308 aderente e svasato in fondo in raso opaco con scollatura a V e maniche a sbuffo La svasatura inizia più in alto che nella sirena

Adóra 2601 porta la stessa forma su un registro più luminoso. Corsetto trasparente con stecche sottili, scollatura a cuore e spalline sottili; dall’alto fino all’orlo un fitto ricamo di perle e perline si raccoglie in un «ventaglio» verticale. Il taglio segue il corpo fino ai fianchi e si apre morbido in uno strascico.

In atelier questa silhouette risolve un caso frequente: la sposa che arriva decisa sulla sirena e poi, al terzo passo, si accorge di non volerci passare la serata. Fatele provare il 2308 subito dopo una sirena. Il confronto vale più di qualsiasi spiegazione.

A colonna

Una linea sola, dalla spalla all’orlo, con pochissima svasatura o nessuna. Non c’è una struttura vistosa dietro cui nascondere qualcosa: decidono il taglio e il tessuto. È anche una delle forme di cui si parla di più nelle tendenze di quest’anno, ma esisteva molto prima delle tendenze.

Nizhna 2311 è la colonna nella versione più asciutta. Il crêpe a grana dà alla linea dritta una profondità opaca e morbida, un’ampia fascia bardot risvoltata incornicia le spalle scoperte come un colletto a mantella e uno spacco frontale lascia muovere la gonna.

Abito da sposa Nizhna 2311 a colonna in crêpe a grana con fascia bardot e spacco frontale

Colonna, tubino, scivolato, sottoveste

Le spose cercano «tubino da sposa» o «abito scivolato», le riviste parlano di abito sottoveste. La geometria è la stessa: una linea che non si apre. Cambia il modo in cui il tessuto sta sul corpo. Il tubino è la colonna più aderente e costruita. Lo scivolato è in un tessuto fluido che scende senza stringere. La sottoveste è la versione con spalline sottili, quella che in inglese chiamano slip dress. Sulle schede del nostro catalogo trovate sempre «a colonna».

Nizhna 2303 è una colonna in crêpe opaco su una comoda fodera elasticizzata, con il corpetto drappeggiato a portafoglio e ampie maniche a sbuffo fuori spalla; il crine nell’orlo tiene netta la linea del fondo. Nella collezione Adóra il 2606 nasce da un contrasto: raso pulito e un corpetto coperto da una frangia di perle e perline che si muove con la luce, spalline sottili, scollatura dritta, colonna aderente.

Abito da sposa Adóra 2606 a colonna in raso con corpetto a frange di perle e spalline sottili

Il Nizhna 2330, per usare le parole della sua scheda, è lo slip dress diventato adulto. Crêpe a grana drappeggiato sul corpetto, spalline sottili, spacco alto e una cintura ricamata di perline, cristalli e perle.

Sulla colonna si vede tutto: come cade sulla figura, la lunghezza esatta, la finitura dell’orlo. In prova controllate soprattutto lo spacco, perché è lui a dare libertà al passo, e guardate l’abito da dietro.

Abito da sposa Nizhna 2330 a colonna in crêpe a grana drappeggiato con spalline sottili e spacco alto

Stile impero

Lo stile impero ha il punto vita più alto di tutte le silhouette. Il corpetto aderente finisce appena sotto il seno e da lì parte una gonna lunga e morbida che sfiora il corpo invece di gonfiarsi su sottogonne voluminose. Il nome rimanda al Primo Impero francese, gli anni tra il 1804 e il 1815; l’etichetta «Empire silhouette» però è arrivata solo nei primi del Novecento, un secolo dopo la moda che descrive.

Si confonde spesso con la colonna, e capita di trovarle mescolate anche nelle guide online. La differenza si vede subito. La colonna è una sola linea che segue la figura dalla spalla all’orlo. Lo stile impero spezza la figura in alto, sotto il seno, e lascia la gonna libera di cadere dritta, senza aderire ai fianchi. La colonna abbraccia, l’impero sfiora.

Tra i modelli di questa guida non c’è un abito stile impero, e non vi proporremo un abito «quasi impero» per riempire il paragrafo. Se la vostra clientela lo chiede, quando valutate un modello i punti da guardare sono due: la cucitura deve stare davvero sotto il seno, non in vita con una fascia larga, e il tessuto della gonna deve essere abbastanza leggero da scendere senza struttura. Un raso pesante o una rete rigida tradiscono subito l’idea.

Forme meno comuni: corto e due in uno

Alcuni abiti non stanno comodi in nessuna casella della tabella, eppure in atelier hanno un ruolo preciso.

Il primo è il miniabito. Nizhna 2317 è il piccolo abito bianco della collezione: crêpe a grana, linea pulita, monospalla che si apre in un volant a cascata. La scheda lo indica per cerimonie civili, secondi look e afterparty. La sposa può indossarlo anche dopo il matrimonio.

Poi ci sono i trasformabili, dove la silhouette cambia nel corso della giornata. Nizhna 2315 è un miniabito in crêpe con pannelli in pizzo macramè; sopra si aggancia una sovragonna drappeggiata in raso con ampio strascico, che lo trasforma in un abito da cerimonia completo. Un abito, due look. Tra i modelli SVOYA il 24002 fa lo stesso gioco con il tulle: l’ampia sovragonna staccabile lo porta da aderente a voluminoso, e poi di nuovo indietro.

Abito da sposa Nizhna 2315: miniabito in crêpe con sovragonna in raso e strascico Nizhna 2315 con la sovragonna in raso

Stessa silhouette, abiti diversi

Due spose possono scegliere la stessa forma e sembrare vestite da due stilisti diversi. Dipende dai dettagli, che non toccano la geometria ma cambiano tutto il resto.

Dettaglio Che cosa cambia Dove vederlo
Scollatura sposta lo sguardo e il carattere del corpetto a cuore senza spalline (2312), quadrata dritta (25015), a ritratto (24025), a V (2308)
Maniche rendono l’abito più o meno formale staccabili (25009, 25014), lunghe trasparenti (24002), lunghe in crêpe (24027), corte a sbuffo (2308)
Tessuto decide se la forma è netta o morbida crêpe (2311), raso (2301), mikado (25015), tulle glitter (2323)
Schiena conta in chiesa, dove la sposa è vista da dietro allacciatura (2301, 2323), fila di bottoni (2304), bottoni di perla (24002)
Strascico e velo allungano la silhouette e la completano lungo strascico (25015, 25009), piccolo strascico (2308)

Due confronti rendono l’idea meglio della tabella. Il 25015 e il 2323 sono entrambi principesse, con corsetto e gonna ampia. Il primo è mikado opaco senza un solo ornamento, il secondo tulle glitter con il corsetto trasparente in vista: uno parla sottovoce, l’altro chiude la sfilata. La seconda coppia è il 2609 con il 24025. Il 2609 ha un corpetto calmo con spalline larghe e scollatura quadrata in tessuto opaco, e tutta la scena è lasciata alla gonna; il 24025 sposta l’attenzione in alto, sulle fasce drappeggiate della scollatura a ritratto, e nasconde le tasche nella gonna.

Abito da sposa Adóra 2609 a principessa con corpetto opaco a scollatura quadrata e gonna ampia

Se volete approfondire, abbiamo raccolto in articoli separati quali tessuti reggono una forma e quale velo scegliere per ogni silhouette. L’ultima riga della tabella, quella sullo strascico, è il punto in cui abito e velo devono mettersi d’accordo.

Che cosa dice la prova in camerino

Le foto salvate sul telefono mostrano abiti su modelle ferme, con la luce giusta. Il camerino mostra un’altra cosa: come l’abito vive quando la sposa si muove. Per questo la silhouette va verificata con qualche gesto semplice, sempre lo stesso, così che il confronto tra un modello e l’altro sia attendibile.

Ecco la sequenza che consigliamo agli atelier:

  • guardare l’abito allo specchio in tutta la sua lunghezza e poi da dietro, con un secondo specchio;
  • fare una decina di passi, salire un gradino, sedersi, alzare le braccia;
  • scattare una foto con il telefono da circa tre metri, perché a quella distanza si legge la silhouette e non il dettaglio;
  • provare almeno una forma che la sposa non avrebbe scelto da sola.

L’ultimo punto è quello che sorprende di più. Un abito appeso allo stender e lo stesso abito indossato sono due oggetti diversi, e la forma «che non fa per me» qualche volta è proprio quella giusta. Nessuna silhouette sta bene a tutte e nessuna è vietata a qualcuna: lo dice il corpo in movimento, non una tabella.

Poi c’è la vestibilità. Gli abiti Intertex sono realizzati nelle taglie standard femminili e la maggior parte dei modelli è disponibile anche in taglie forti. Lunghezza e maniche si possono modificare e l’abito si può confezionare su misura; che cosa è possibile per ciascun modello ve lo conferma il referente. Questo conta in prova: una sirena un po’ lunga o una manica da accorciare non sono un motivo per scartare una forma che funziona.

La silhouette e il tipo di cerimonia

Il luogo e il ritmo della giornata pesano sulla scelta quanto il gusto. Qui ci limitiamo a quello che dicono le schede dei nostri modelli, senza inventare regole di galateo.

Per la chiesa la scheda del Nizhna 2304 parla di un classico: corpetto lavorato con perle e perline, scollatura illusion, una fila di bottoni sulla schiena e una gonna ad A in raso sostenuta dalla rete rigida. Per le cerimonie all’aperto e al tramonto c’è il 2305, linea ad A in raso con un alto spacco e crine nell’orlo, pensato per la libertà di movimento. Il 2325, in multichiffon con maniche lunghe trasparenti, è la risposta boho della collezione: cerimonie all’aperto e matrimoni in spiaggia.

Sul versante delle colonne, il 2303 è indicato per cerimonie civili, matrimoni all’estero e secondi look. Il 2311 per i matrimoni in comune, nei loft e per le spose moderne. Il 2330 per i matrimoni in città, i matrimoni a due e i secondi look.

Prima di decidere, una consulente fa di solito qualche domanda molto concreta:

  • dove si svolge la cerimonia e quanto bisogna camminare;
  • se ci sono scale, prati, ciottoli o sabbia;
  • quanto dura la giornata e se è previsto un cambio d’abito;
  • se la sposa vuole ballare a lungo.

Le risposte spostano spesso la scelta di una casella nella tabella: dalla sirena alla linea aderente e svasata, dalla principessa alla linea ad A, oppure verso un trasformabile.

Per l’atelier: come presentare le silhouette

In atelier la silhouette si vende prima con le parole e poi con lo specchio. Il consiglio più utile che possiamo dare riguarda il vocabolario: abituate tutto lo staff a descrivere il punto di svasatura invece del nome. «Si apre in vita», «si apre a metà coscia», «non si apre». La sposa capisce subito, e quando chiede «una sirena ma più comoda» sapete già a quale stender andare.

Anche la disposizione aiuta. Appendete vicini due abiti della stessa forma con tessuti diversi, oppure due forme diverse nello stesso tessuto, come il 25012 e il 25015, entrambi in mikado. La sposa vede da sola dove sta la differenza, senza spiegazioni tecniche. Una colonna accanto a una principessa, invece, fa capire in un secondo quanta parte dell’effetto viene dal volume. Su quante forme tenere e in che proporzione abbiamo scritto un articolo a parte, su come costruire l’assortimento.

Due parole su di noi, perché spiegano come lavoriamo con gli atelier. Intertex nasce nel 2003 e produce in proprio abiti da sposa e veli: la produzione è nostra, a Voloka, vicino a Černivci. Le schede dei modelli indicano la rete rigida, il crine nell’orlo o le stecche: sono informazioni che potete riportare in camerino. Non vendiamo alle spose. Il percorso con l’atelier è semplice: salvate nella selezione i modelli che vi interessano, il referente vi contatta e vi presenta le condizioni commerciali.

Domande frequenti

Quali sono i principali tipi di silhouette dell’abito da sposa?

Sono sei. La linea ad A si allarga in modo graduale dalla vita. La principessa si apre subito in vita con una gonna ampia sostenuta da rete o tulle. La sirena aderisce fino al ginocchio e poi si svasa. La linea aderente e svasata si apre più in alto, verso metà coscia. La colonna scende dritta senza svasatura. Lo stile impero ha il punto vita appena sotto il seno e una gonna morbida.

Che differenza c’è tra linea ad A e abito a principessa?

Dove parte il volume e che cosa lo regge. La linea ad A si allarga per gradi e spesso non ha bisogno di strati sotto la gonna. La principessa si gonfia subito dalla vita, quasi a cupola, e si appoggia su rete o tulle. Confrontate Charivna 25012, una linea ad A, e Charivna 25015, una principessa: stesso mikado, forme opposte.

Sirena, semi sirena, a tromba: sono la stessa cosa?

No, cambia il punto di svasatura. La sirena si apre al ginocchio o più in basso. Semi sirena, a tromba e fit and flare indicano una forma che si apre più in alto, intorno a metà coscia, e lascia più libertà al passo. Nel nostro catalogo questa seconda forma si chiama aderente e svasata in fondo. Mettete a confronto Charivna 25009 e Nizhna 2308.

Abito a colonna e tubino sono la stessa silhouette?

In sostanza sì: entrambi seguono una sola linea dalla spalla all’orlo, senza svasatura. «Tubino» e «scivolato» sono le parole che usano le spose e le riviste; il tubino è più aderente, lo scivolato più fluido. Sulle nostre schede trovate sempre «a colonna», come per Nizhna 2311 in crêpe a grana con spacco frontale.

Quale silhouette lascia più libertà di movimento?

In genere la linea ad A e la colonna con uno spacco, mentre tra gli abiti aderenti la linea aderente e svasata è più comoda della sirena. Ma un’etichetta non basta: la libertà dipende da dove parte la svasatura, dal tessuto e dalla vestibilità. Per saperlo davvero servono dieci passi, un gradino e una sedia in camerino.

Si può cambiare la silhouette di un modello?

La silhouette è il taglio del modello e resta quella. Lunghezza e maniche si possono modificare e l’abito si può confezionare su misura; il referente vi dice che cosa si può fare sul modello che vi interessa. Chi vuole due forme nella stessa giornata può guardare i trasformabili: Nizhna 2315 e SVOYA 24002 con la sovragonna staccabile, Charivna 25009 con le maniche staccabili.

Lo stile impero è uguale a un abito a colonna?

No. Lo stile impero ha il punto vita alto, appena sotto il seno, e una gonna lunga e morbida che sfiora il corpo. La colonna scende in un’unica linea dalla spalla all’orlo, senza tagli alti. Le due forme si confondono spesso perché sono entrambe slanciate e senza volume.

Quante silhouette conviene provare?

Almeno due: quella che la sposa ha in mente e una che non avrebbe scelto da sola. Indossato, un abito si legge in modo diverso da come appare sulla gruccia o in foto. Spesso basta il confronto tra due forme vicine, come la sirena e la linea aderente e svasata, per capire che cosa si vuole davvero.

Il prossimo passo

Se state rivedendo le silhouette in assortimento, partite dai modelli citati qui: aprite tutte le collezioni, salvate nella selezione quelli che vorreste vedere e inviate la richiesta. Il referente vi risponde con le condizioni commerciali e le possibilità di taglia e modifica dei modelli scelti. Se non collaborate ancora con noi, trovate il modulo nella pagina per gli atelier.

Fonti

  • Empire silhouette, Wikipedia (in inglese), https://en.wikipedia.org/wiki/Empire_silhouette (consultata il 19 ottobre 2026): corpetto aderente che finisce appena sotto il seno, gonna lunga e morbida che sfiora il corpo senza sottogonne voluminose; il nome rimanda al Primo Impero francese, dal 1804 al 1815, il termine si diffonde nei primi del Novecento.
  • Schede dei modelli del catalogo Intertex (consultate il 19 ottobre 2026): 2301, 2303, 2304, 2305, 2308, 2311, 2312, 2315, 2317, 2323, 2325, 2330, 2601, 2606, 2609, 24002, 24021, 24025, 24027, 25004, 25009, 25012, 25014, 25015.
  • La distinzione tra sirena e aderente e svasata in fondo in base al punto di svasatura è una convenzione della redazione Intertex.

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